lunedì 14 aprile 2014

NFF 2014: The Expedition to the end of the World di D. Dencik (DK 2012)

Documentario per appassionati di nostra madre terra. Girato in Groenlandia a bordo di una goletta che si spinge fino alle zone artiche generalmente inaccessibili, approfittando delle variazioni climatiche che, in alcuni mesi dell’anno, permettono adesso il passaggio attraverso “un varco” apertosi nella banchisa  ghiacciata. I passeggeri, scienziati e in qualche caso artisti, si esibiscono con vari esperimenti ecologici o in performance. Lo spettatore resta disorientato dalla mancanza apparente di un filo conduttore, ma viene affascinato dagli scorci di natura incontaminata. La stessa natura che è assediata dallo sviluppo tecnologico sfrenato. Forse la durata (90’) è eccessiva e sebbene la scelta di alcuni brani musicali risulti fastidiosa, queste contraddizioni vengono usate magistralmente per risvegliare nell'ignaro spettatore, che fa parte dell’attuale specie (umana) dominante sulla Terra, domande sul futuro che l’aspetta.

NFF 2014: OPEN UP TO ME di Simo Halinen (Finlandia 2013)

E' un film impegnativo da mal di pancia. Versione nordica di "Fuoristrada". I temi attualissimi affrontati con crudezza mostrano gli adulti in balia delle loro pulsioni, la società che li attornia, sebbene aperta ai diritti civili, ancora ben salda a stereotipi ancestrali, e i giovani, fortunatamente, invece padroni della propria vita, che senza dubbio insegnano ai propri padri. Da elogiare i due protagonisti Leea Klemola e Peter Franzén, già conosciuto per Heart of Lion passato all’ultimo Festival di Roma 2013.                        Ovviamente il film, trattando delle diversità, sarà ben visto dal pubblico, anche se la sceneggiatura è alquanto scontata

NFF 2014: COSA NON SI FA PER L'AMORE di Matti Ijas (Finlandia 2013)



A metà strada fra thriller e commedia naif con paesaggi finlandesi mozzafiato, grazie alla passione per la fotografia del protagonista. Ansa, il suo nome, non è abituato a relazionarsi con gli altri. La potenza dell'amore, soprattutto se sfuggevole, lo fa agire (reagire) in modo inusuale per lui, tanto da ritrovarsi ricercato dalla polizia norvegese. La sceneggiatura ben organizzata  lascia spazio  alla curiosità dello spettatore fino alla fine. Dal nostro punto di vista lo spirito finlandese è veramente distante dallo spirito latino, o no?  Lasciamo decidere allo spettatore . . .

NFF 2014: Kon Tiki di Thor Heyerdahl (Norvegia 1951)

Sono passati oltre 60 anni dall’ impresa storica dell’etnologo Thor Heyerdahl il quale a bordo di una zattera, realizzata con tronchi di balsa e copia fedele di quella conosciuta presso il popolo Inca già 1500 anni prima, percorse 4300 miglia nell’Oceano Pacifico per raggiungere la Polinesia dal Sud America. Eppure il documentario originale, premio Oscar nel 1951, ispira ancora tanta serenità. E’ come se  l’Oceano Pacifico intorno al Kon Tiki , con una fauna ittica non proprio mansueta, non fosse minaccioso, ma una dolce mamma che culla il proprio figlioletto. Chi non è pratico di mare, correnti e venti, probabilmente non sa spiegarselo, ma l’andatura di poppa è quella in cui il vento si percepisce di meno e soprattutto tra le più veloci, e con la corrente marina favorevole si vola. Visti i mezzi tecnici del tempo (cinepresa da 16 mm) e un cineasta alle prime armi, il risultato è un film  di come era l’Occidente a metà del ‘900 con due guerre mondiali alle spalle. 

NFF 2014: Kon Tiki di E. Sandberg e J. Ronning (Norvegia 2012)

Una zattera, realizzata con tronchi di balsa legati con corde, in balia della potenza dell'Oceano Pacifico e del suo habitat. E’ un film nel quale la forza della musica, ma  anche quella delle immagini rapiscono lo spettatore.  Vere e proprie scariche di adrenalina arrivano in platea durante la proiezione. Prima nel faccia a faccia con uno squalo gigante, poi con un intero branco di squali, e infine alle prese con i giganteschi flutti della barriera corallina. La storia è quella, stupefacente, dell'etnologo Thor Heyerdahl che, pur non sapendo nuotare, decide di affrontare il grande blu affidandosi solo alla forza della sua ferma convinzione che i progenitori dei polinesiani abbiano origine dall’antico popolo Inca. Un  doc film che omaggia, con i moderni e numerosi strumenti messi a disposizione dalla produzione, quello realizzato nel 1950 proprio da Thor, a seguito della famosa traversata oceanica da lui compiuta qualche anno prima, e che gli valse il premio Oscar nel 1951.

mercoledì 9 aprile 2014

NORDIC FILM FEST 2014

Quest'anno grazie al contributo delle rispettive Ambasciate e dei Partner la rassegna offrirà maggiori possibilità e una sezione inedita, tutta da scoprire, sulla Video Art (Sala Volontè). 

giovedì 3 aprile 2014

Rassegna CINEMA AL MAXXI 2014: THE GRAND BUDAPEST HOTEL di Wes Anderson (USA 2014)


The Grand Budapest Hotel è una sorta di preziosa matrioska cinematografica. Se ne apprezza prima la forma esteriore e poi quella interiore, ancor più ricca di dettagli, cosicchè la curiosità dello spettatore viene attratta dal film, colto quanto l’Autore, pieno di citazioni ed omaggi. Su tutti spicca quello al grande Chaplin riconoscibile in vari aspetti dell’affascinante protagonista Gustave, “conciergedel Grand Budapest Hotel, ruolo inaspettatamente rivestito da R. Fiennes. Costui, insieme al suo piccolo allievo “Zero”, interpretato dalla giovane rivelazione T. Revolori e, nelle scene riferite all’età matura, da un impeccabile F. Murray Abraham, è al centro della contesa di un famoso dipinto rinascimentale. Ai due si contrappone il cattivo Dmitri (A. Brody), coadiuvato dal duro sicario Jopling (W. Dafoe). La storia, che si svolge sullo sfondo di Zubrowka, fantomatica nazione Mittel Europea, si sviluppa in 106’ di appagamento dei sensi per l’avido spettatore. Questo grazie anche al cast stellare i cui nomi, leggibili nei titoli di coda, accompagnati dal suono di una conturbante balalayka, sono solo la ciliegina su una torta da assaporare con piacere.

Si ringrazia Mario Sesti e la XX Century FOX per il gran finale della Rassegna EXTRA 2014 tenutasi al MAXXI di Roma, compresa, sempre a proposito di torte, l’alta pasticceria MENDL’S offerta e mutuata dal film.